14 Giu

Ultimamente complice il lavoro quotidiano e gli impegni di famiglia ho poco tempo da dedicare al volo ed ancor meno da dedicare al blog…questo post lo stavo meditando da tempo e tra un appuntamento e l’altro ho finalmente trovato il modo di completarlo. Vi anticipo che il contenuto non è adrenalinico ma utile a far chiarezza. Non è farina del mio sacco piuttosto si tratta di una semplice ricerca nata dalla voglia di approfondire e soprattutto correttamente interpretare la legge che regola il VDS nel nostro Paese anche se, con la probabile revisione del DPR 133 forse quanto sto per menzionare sarà “presto”, almeno in parte, obsoleto

Non fraintendetemi, per me la normativa è sufficientemente chiara…chiunque voli con un ultraleggero (quindi VDS) in Italia, indipendentemente dalla sua nazionalità (italiana o non) deve certamente possedere un Titolo Aeronautico valido, riconosciuto da AeCI e deve essere in possesso (almeno per ora, le bozze del nuovo DPR non lo menzionano più) del Nulla Osta rilasciato dalla Questura di residenza (Art 14 comma 1 DPR 133/2010). A proposito di “nulla osta” tra coloro che si iscrivono ad un corso VDS alcuni ne prendono semplicemente atto, altri chiedono chiarimenti in materia. Quindi, al netto di eventuali grattacapi assicurativi in caso di sinistro, cosa succede se si vola senza i dovuti titoli e senza i necessari prerequisiti? E quali sono le valutazioni che anticipano il rilascio (o il diniego) del “nulla osta”? A seguito riporto i titoli di due libri su linkati su “Google books” che mi hanno aiutato a capire meglio la tematica in oggetto

La responsabilità civile negli sport del Turismo – L’ARIA – Volume II 
aria

 

Le sanzioni in materia di trasporto marittimo, aereo, terreste e codici della stradasanzioni vds

 

Li avete letti?Ci sono ancora dubbi? Un italiano, per volare in Italia non ha alternative diverse dal rispettare la legge in vigore partendo dal DPR 133 del 2010.In definitiva serve un Attestato AeCI

E se ciò non dovesse accadere? Quali rischi si correrebbero? E quali le sanzioni?

Per prima cosa dobbiamo ricordarci che il nostro paramotore è un ULM basico (Ultraleggero a motore non avanzato) e come seconda cosa dobbiamo chiarire se questo ULM basico è o non è un aeromobile. Per farlo non basta leggere il DPR 133 (che senza dubbio definisce aeromobile un ULM avanzato) ma cercare tra gli scaffali della giurisprudenza; ci si trova di tutto anche pareri autorevoli e sentenze che sembrano davvero definire gli ULM Basici degli Aeromobili. (e per la proprietà transitiva anche il paramotore è un aeromobile)

Ecco due interessanti link:

Aeromobili in crisi d’identità scritto dall’Avvocato Carlo Valeriani per VFR Magazine

Cassazione Penale, Sez. 3, 14 dicembre 2015, n. 49169  http://www.repertoriosalute.it/

Al punto 11 recita […] 11. Deve conseguentemente affermarsi che, gli apparecchi utilizzati per il volo da diporto o sportivo di cui alla legge 25 marzo 1985, n. 106 rientrano nel novero degli “aeromobili” come definiti dall’art. 743, comma 1 Codice della navigazione.

E quindi? Siamo Aeromobili? Se si, che succede?

A mio parere visto l’ordinamento giuridico italiano in materia di Volo da Diporto o Sportivo al netto del DPR 133 c’è un regolamento AeCI (Regolamento Tecnico Operativo Didattico VDS VM) che va seguito e che per la parte sanzionatoria traccia le linee a partire dalla pagina 17  ed inoltre si applica il CODICE DELLA NAVIGAZIONE

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Il controllo dei corpi di polizia sugli sport dell'aria (tratto da  L’ARIA – Volume II  - pagine consultabili si google books gratuitamente)
Le sanzioni amministrative nel volo VDS  (tratto da  Le sanzioni in materia di trasporto marittimo, aereo, terreste e codici della strada - pagine consultabili su google books gratuitamente)