15 Lug

Il principio è semplice; olio di vasellina iniettato nel tubo di scarico. (!) Si utilizza una borraccia dalla quale attraverso un motorino elettrico alimentato a batterie l’olio viene “trasportato” mediante un tubo siliconico fino alla marmitta, in prossimità del collettore. Qui entra (e si mischia al gas di scarico) attraverso un forellino sul quale viene applicato un rivetto filettato per poi innestarvi una valvola di non ritorno. Mediante un interruttore “a portata di mano” il pilota attiva o disattiva il sistema. L’olio che passa nella marmitta viene bruciato e fa fumo…tanto fumo! Effetto scenico assicurato! I fumogeni in commercio a me noti sono il “Nirvana Smoke System”… forse il più diffuso… ed il “Kangook Smoke System”. Fin qui nulla di nuovo…ma se volessimo costruircelo da soli? Ci ha pensato Maicol, un mio Allievo, bravo a volare e bravo anche a fare queste cose.

Nella sequenza fotografica a seguito riportiamo i passaggi più significativi per la realizzazione del fumogeno “home made”

 

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Borraccia, motorino liquidi e valvola di non ritorno sul tappo

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Tubo siliconico alte temperature

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Rivetto filettato e relativo innesto dell'ugello. Un suggerimento: la distanza del foro è di 9/10 cm dal collettore. E' consigliabile avvicinarsi  (7/8 cm ) al collettore qualora si utilizzino motori di grande cilindrata (180 - 250 cc) in quanto  i giri motore sono più bassi

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Staffa di supporto per la borraccia

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Interruttore primario generale

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Interruttore secondario, incorporato nella manopola del gas ed utilizzato dal pilota

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Batteria 9,6 V

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Installazione definitiva (volendo si può avvolgere il tutto con del neoprene)

Attenzione:
– Quando in volo attiverete il fumogeno avrete un calo di potenza (e quindi di spinta). Tenetene conto

– L’elemento “Fumogeno” si aggiunge ai controlli prevolo. Ricordatevelo quando fate la check-list

Servono maggiori informazioni? Venite a trovarci 😉

Disclaimer 
Quanto sopra non è da considerarsi una guida pratica alla realizzazione di un fumogeno bensì il resoconto di un'esperienza. 
Mettere le mani sulla propria attrezzatura modificandone le caratteristiche generali del Costruttore può essere anche molto pericoloso.
Ricordati: Art 3 Dpr 133 - il Pilota è l'unico responsabile